“Dare strada alle biciclette”: il Centro Studi FIAB e il Codice della Strada

Alla presentazione hanno partecipato anche i tecnici del Servizio Mobilità del Comune di Ferrara.


Trasformare le nostre città a misura di bicicletta si può e non è solo una prerogativa del Nord Europa come il luogo comune lascia credere. Un nuovo passo per essere sempre al fianco delle amministrazioni locali nel sostenere le loro politiche di mobilità attiva arriva da FIAB con il manuale “Dare strada alle biciclette. I nuovi provvedimenti del Codice della Strada per favorire la sicurezza ciclabile”.

Si tratta di un utilissimo vademecum, articolato in 6 schede tecniche, che aiuta le pubbliche amministrazioni a conoscere e capire gli ambiti di applicazione dei cambiamenti del Codice della Strada introdotti con i recenti “Decreto Rilancio” e “Decreto Semplificazioni”: misure che, di fatto, favoriscono la mobilità ciclistica in un periodo dove la pandemia rende difficile l’utilizzo dei mezzi pubblici, con il rischio di aumento del traffico automobilistico privato.


A cura del Centro Studi FIAB, il manuale è stato presentato in anteprima durante un partecipato evento online della Scuola Comuni Ciclabili. E all'incontro di studio erano presenti anche i tecnici del Servizio Mobilità del Comune di Ferrara, che fa parte dei 140 ComuniCiclabili e che anche per il 2021 ha portato a casa il massimo della valutazione. Ma molto rimane ancora da fare e la presenza dei tecnici all'incontro è un ottimo segnale di una città che vuole investire sulla mobilità attiva.


«Con questo vademecum - dichiara Alessandro Tursi, Presidente FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e Vicepresidente ECF-European Cyclists’ Federation di cui FIAB fa parte - forniamo un concreto aiuto alle amministrazioni che intendono riconvertire la mobilità e lo spazio pubblico verso una reale sostenibilità. Oggi abbiamo finalmente nuove norme, mutuate da quelle dei paesi europei più avanzati, per fare infrastrutture e spazi ciclabili di rapida ed economica realizzazione: occorre conoscerle e saperle interpretare per applicarle nel modo migliore.»


«Mi congratulo con FIAB che, sulla base delle esperienze sul territorio, si propone efficacemente come promotore di strumenti di diffusione di cultura applicativa – ha dichiarato il prof. Giuseppe Catalano, del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che, a nome del Ministro Giovannini, ha esortato i comuni ad agire con celerità sottolineando come - le nuove norme del Codice della Strada in materia di mobilità ciclistica sono applicabili in modo immediato in quanto inserite in provvedimenti di legge urgenti e non è dunque necessario attendere altri regolamenti. I comuni sono chiamati ad agire con celerità, per rispondere alle nuove esigenze di mobilità, ma garantendo la massima sicurezza a chi si muove in bicicletta.»

Dopo il saluto di Marco Granelli, assessore alla mobilità del Comune di Milano e coordinatore degli assessori alla mobilità di ANCI, gli esperti del Centro Studi FIAB - ing. Marco Passigato, ing. Enrico Chiarini e arch. Valerio Montieri - hanno illustrato nel dettaglio i contenuti delle 6 schede tecniche sulle novità normative introdotte nel Codice della Strada in tema di mobilità ciclistica, soffermandosi, in particolare, sugli ambiti di applicazione e i relativi vantaggi. Le sei novità sono: corsia ciclabile, corsia ciclabile per il doppio senso ciclabile, casa avanzata, uso ciclabile di corsie preferenziali, zona scolastica, strada urbana ciclabile E-bis.

È stato anche sottolineato come alcune nuove modalità di “dare strada alle biciclette” con semplici interventi di segnaletica orizzontale e verticale devono perseguire l’obiettivo di realizzare una rete ciclabile continua e funzionale che colleghi i principali poli di interesse delle città, con la raccomandazione di inserire i singoli interventi in un quadro di pianificazione generale come ad esempio il Bici Plan. I nuovi provvedimenti, inoltre, vanno a integrare le precedenti modalità di realizzazione delle piste ciclabili e rappresentano ulteriori possibilità - individuate dalla norma - in analogia con le soluzioni più diffuse ed efficaci attuate in gran parte d’Europa.

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