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Anche Ferrara si unisce alla rete Italia30, nasce Ferrara30


FIAB Ferrara promuove la città 30 con l’obiettivo “zero morti sulle strade”



«Bologna, Carpi, Pesaro, Firenze, Modena, Torino… E adesso Ferrara: la rete di Italia30 aggiunge un altro nodo e continua a crescere» - dice Alessandro Marchi, tra i fondatori di 30logna, che così commenta la decisione di FIAB Ferrara di impegnarsi nella rete. «L'Emilia-Romagna si conferma all'avanguardia nella sensibilità ambientale e trasportistica. Ferrara infatti è la quarta città, dopo Bologna, Carpi e Modena, che vuole restituire ai cittadini quegli spazi che nel corso del Novecento sono stati sottratti alla collettività per diventare solo zone di transito automobilistico o di parcheggio, anziché luoghi di vita – afferma Antonio Casadibari, presidente di FIAB Ferrara –. L’obiettivo di Ferrara30 è riqualificare l’ambiente urbano, restituendo spazio pubblico alle persone per migliorare la sicurezza e la socialità. L’introduzione della Città 30 punta a rendere più democratica la distribuzione dello spazio pubblico, bilanciando l’uso dei veicoli privati con la promozione del trasporto pubblico, garantendo alternative come l’uso della bici o la possibilità di camminare, contrastando gli squilibri causati da politiche poco lungimiranti e autocentriche.»

In questi giorni, dove a Bologna sono partiti i controlli (e le sanzioni), e dove si sta inasprendo il dibattito, FIAB Ferrara si fa promotrice di questa iniziativa, con l’unico obiettivo di diminuire il numero dei morti e dei feriti gravi causati dalla velocità con cui si conducono le auto.

«Il progetto Bologna 30 ha avuto una lunga gestazione e ha preso concretamente il via lo scorso luglio – dice Giuliano Giubelli, vicepresidente nazionale FIAB – dal 16 gennaio si è avviata una nuova fase, purtroppo in periodo pre-elettorale che quindi tende a “ridurre” la città 30 a mera ideologia partitica (che nulla ha da spartire con la Politica), per cui secondo alcuni, i 30 km sono di sinistra mentre i 50 km sono di destra, la belllissima visione-canzone di Giorgio Gaber è sempre attuale. La vita delle persone e la sicurezza in strada non hanno colore politico e per FIAB vengono prima di qualunque altro interesse.»

L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) pone la Città30 come pilastro alla lotta contro le vittime della strada, con il preciso obiettivo di ridurre i morti e i feriti causati dalle collisioni stradali di almeno il 50% al 2030, e a questo scopo ha lanciato tramite l’OMS la campagna #Love30 per ottenere strade più sicure #StreetsforLife.

Anche per l’Unione Europea il grande obiettivo è quello di arrivare a Zero morti nel 2050 e a Helsinki ci sono riusciti: zero morti nel 2020. A tal scopo a settembre 2021 il Parlamento Europeo ha chiesto alla Commissione Europea di adottare le misure necessarie ad introdurre la città30 in tutti i paesi dell’Unione.

La Spagna nel maggio 2021 ha anticipato in tutte le città, indipendentemente dal numero di abitanti, il limite dei 30km/h sulla stragrande maggioranza delle strade urbane; e in Europa le città, grandi e piccole, a 30 km/h sono già da tempo una realtà come in Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Olanda, Finlandia, Norvegia. In Germania 96 città di ogni grandezza e colore politico hanno chiesto al governo federale di poter introdurre questo limite.

In Italia la città di Olbia dal 1 giugno 2021 ha istituito il limite massimo di velocità di 30 km/h nel centro città.

A Bologna nel luglio 2021, l’associazione Salvaiciclisti assieme a numerose altre realtà del territorio ha lanciato la campagna “Bologna30” per moderare la velocità del traffico motorizzato in città e rendere le strade più sicure e vivibili. “Ferrara30” si ispira e si collega alla campagna “Bologna30”, di cui utilizza anche materiale e loghi gentilmente concessi. #Bologna30 è stata premiata in Europa come miglior iniziativa dal basso dagli organizzatori della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile #MobilityAction of 2021.

Con la campagna “Ferrara30” si intende divulgare i benefici che comporta una città a 30km/h; su dati e basi statistiche si è registrato:

- riduzione sensibile degli incidenti stradali (circa -25%) con particolare efficacia sugli investimenti di pedoni, sul numero dei morti (-50%) e dei feriti gravi;

- riduzione dei relativi costi sociali: gli incidenti stradali, a livello nazionale, costano ogni anno 33,8 miliardi di euro, ovvero l’1,89% del PIL italiano (ASAPS, 2020);

- diminuzione del rumore percepito con vantaggi per il sonno e per lo stress (circa -50%);

- calo dei livelli di inquinamento dell’aria;

Tutto questo senza arrecare particolari svantaggi e disagi agli automobilisti, anzi nei Paesi dov’è in vigore la Città 30 questa ha un altissimo gradimento anche fra chi va in auto; infatti la stessa carreggiata ai 30 km/h contiene il doppio delle auto in movimento rispetto ai 50 km/h e quindi si ha:

- traffico più scorrevole;

- meno code e meno multe;

- minore stress con tempi di percorrenza invariati.

Introdurre il limite generalizzato di 30 km/h ha come finalità primaria la sicurezza stradale e la riduzione dei morti e feriti sulle strade.

FIAB Ferrara ha già attivato la pagina web https://www.fiabferrara.it/ferrara e la pagina Instagram Ferrara 30 e contiamo sull’adesione di altre associazioni ambientaliste a questo progetto.


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